Liguria protagonista a Bruxelles con il progetto VALOR: innovazione e circolarità per il futuro dei RAEE
Il 26 marzo si è svolta, presso Europa Experience a Bruxelles, la premiazione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (SERR) 2025, iniziativa che promuove annualmente la sostenibilità e la diffusione di buone pratiche ambientali a livello europeo. L’edizione di quest’anno era focalizzata sul tema dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE).
Nel corso dell’evento, la Regione Liguria si è distinta tra i cinque finalisti presenti a Bruxelles, ottenendo un importante riconoscimento per il progetto transfrontaliero VALOR, finanziato nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Italia-Francia Marittimo 2021-2027 e capofilato dalla Direzione Generale Ambiente della Regione Liguria che, insieme a Liguria Ricerche, ha coordinato un partenariato scientifico di alto livello, comprendente Università di Pisa, Università di Genova, Université Côte d'Azur e il Comune di Massa. Il progetto VALOR mira a favorire il passaggio verso un modello di economia circolare più efficiente nell’uso delle risorse, attraverso la definizione di una filiera innovativa e condivisa per la gestione dei RAEE. L’iniziativa si concentra in particolare sul recupero e sulla valorizzazione delle materie prime critiche e di altri materiali riutilizzabili contenuti nei rifiuti elettrici ed elettronici, attraverso le tecnologie più avanzate, in particolare quelle legate all’informazione, alla digitalizzazione e all’intelligenza dei processi, rafforzando la cooperazione tra Liguria e Francia. Tra gli elementi distintivi di VALOR emerge la componente tecnologica, fondata sulla tracciabilità digitale dei flussi e dei processi di trasformazione. Questo approccio consente di aumentare la trasparenza, semplificare le attività di controllo e certificazione e sostenere lo sviluppo di filiere più strutturate e affidabili.
In questo contesto si inserisce anche l’esperienza maturata in Corsica con il modello RIUSU, una buona pratica che prevede il ricondizionamento dei dispositivi a fini sociali. Il sistema è affiancato da soluzioni low-tech e open source, pensate per facilitare l’accesso a strumenti digitali essenziali. Il modello RIUSU si basa su una rete articolata di soggetti - tra cui enti pubblici, imprese, associazioni, cooperative dell’economia sociale e mediatori digitali - coordinati da una governance indipendente che gestisce le attività di recupero, la redistribuzione dei dispositivi alle persone in condizioni di fragilità e la formazione di base.
Attraverso l’integrazione tra innovazione tecnologica, impatto sociale e sviluppo di filiera, il progetto italo-francese dimostra come l’economia circolare possa tradursi in un sistema concreto, efficace e replicabile su scala territoriale. Un risultato che posiziona la Liguria tra le realtà più attive nel panorama europeo nella lotta ai rifiuti e nella promozione di modelli innovativi di economia circolare.
