Genova, il “porto dei dati” al centro della rivoluzione subacquea
L‘ingresso della Liguria all’interno del Pns (Polo nazionale della dimensione subacquea) diventa realtà grazie a una recente delibera regionale.
Il Pns è un centro strategico di ricerca, sviluppo e innovazione tecnologica, inaugurato nel dicembre 2023 a La Spezia, dedicato al mondo sottomarino. La struttura riunisce circa 90 soggetti tra Marina militare, imprese, startup, università e centri di ricerca che formano in tutto una novantina di soggetti.
La Liguria partecipa con uno stanziamento di 10 milioni di euro provenienti da fondi europei, distribuiti nel triennio 2026-2028, un investimento che consolida la leadership della regione e in particolare di Genova in un comparto sempre più strategico per la difesa, la ricerca scientifica, le tecnologie subacquee e la gestione delle infrastrutture digitali globali.
In questo scenario, Genova emerge con forza come città marittima di riferimento nel Mediterraneo, capace di coniugare tradizione portuale e innovazione avanzata. Il capoluogo ligure si afferma infatti come uno dei principali “porti dei dati”, grazie alla presenza di infrastrutture digitali di rilievo internazionale. Tra queste, i cavi sottomarini in fibra ottica rappresentano asset cruciali per la connettività globale, come il sistema Unitirreno, che collega la Liguria alla Sicilia, e il sistema 2Africa, una delle più importanti reti digitali al mondo che coinvolge partner come Vodafone, Meta (Facebook) e Telecom Egypt, con approdo a Sturla.
La centralità di Genova in questo ambito non si limita alla connettività, ma si estende anche alla sicurezza delle infrastrutture. I cavi sottomarini, infatti, sono particolarmente vulnerabili perché posati sul fondale e privi di protezioni esterne, e richiedono quindi soluzioni tecniche avanzate per garantirne l’integrità. Negli ultimi anni la città ha sviluppato competenze distintive proprio in questo campo, diventando un laboratorio di innovazione per la sicurezza subacquea. Tra il 2024 e il 2026 è stato infatti implementato un sistema integrato di protezione basato su infrastrutture fisiche blindate e su sofisticate tecnologie di monitoraggio, tra cui droni sottomarini dotati di sensori avanzati, in grado di controllare costantemente lo stato dei fondali e delle reti.
Questo ecosistema, in cui ricerca, industria e sicurezza si integrano, rende Genova una destinazione sempre più attrattiva per investitori e operatori internazionali interessati allo sviluppo della blue economy e delle infrastrutture digitali.
Il valore strategico del mare per la Liguria trova conferma anche nei numeri. La blue economy genera il 13,8% del valore aggiunto regionale, pari a circa 7,1 miliardi di euro, a fronte di una media nazionale del 4%, evidenziando una specializzazione unica nel panorama italiano. Il settore occupa il 15,4% della forza lavoro regionale, con oltre 96.800 addetti diretti, e coinvolge il 10,9% delle imprese liguri, circa 16.853 aziende, una percentuale tripla rispetto alla media italiana. Anche sul fronte dell’export si registra una performance particolarmente dinamica: trainato dalla cantieristica, uno dei comparti simbolo del territorio, l’export ligure è cresciuto del 6,6% nel 2025, il doppio della media nazionale.
In questo contesto, l’ingresso della Liguria nel Polo Nazionale della Dimensione Subacquea rappresenta molto più di un investimento: è un acceleratore di sviluppo che rafforza il posizionamento di Genova come piattaforma strategica per l’innovazione, la sicurezza e la connettività globale, rendendola sempre più competitiva e attrattiva per nuovi investimenti ad alto valore tecnologico.
