Genova presenta 32 aree da rigenerare: nuove opportunità per investitori e imprese
Si è svolto a Palazzo Tursi l’incontro pubblico promosso dalla Genoa Business Unit dedicato alla presentazione delle aree oggetto di rigenerazione urbana e delle opportunità di sviluppo collegate. L’iniziativa ha portato all’attenzione di imprese, operatori economici e stakeholder un programma che punta al recupero e alla valorizzazione di 32 aree produttive dismesse o sottoutilizzate presenti sul territorio comunale, con l’obiettivo di restituire funzione, valore e attrattività a spazi oggi in parte inutilizzati.
La chiusura dei lavori è stata affidata alla Sindaca Silvia Salis, che ha richiamato il valore strategico della rigenerazione urbana per lo sviluppo della città. Recuperare aree dismesse o sottoutilizzate, in un territorio denso e complesso come quello genovese, significa non solo riattivare spazi oggi privi di funzione, ma anche compiere una scelta di qualità urbana, ambientale ed economica. Da qui l’obiettivo del progetto: offrire agli investitori un quadro chiaro di aree, strumenti, incentivi e possibilità di riuso temporaneo, mantenendo un ruolo pubblico forte nell’orientare trasformazioni coerenti con la vocazione produttiva, portuale, tecnologica e urbana di Genova.
Il piano riguarda in larga parte immobili e complessi di proprietà privata, distribuiti soprattutto nelle vallate cittadine — Valpolcevera, Valbisagno, Val Varenna, Val Cerusa, Val Leira — e nell’area di Sestri Ponente. A questi si aggiungono alcuni immobili del demanio marittimo, situati tra Sampierdarena e Voltri, segnalati dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Le aree sono state individuate a partire dal censimento delle zone produttive dismesse realizzato dall’Amministrazione comunale nei primi mesi del 2026.
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli strumenti messi a disposizione per favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente: semplificazioni legate agli usi temporanei, incentivi alla rigenerazione, riduzione dei contributi di costruzione per gli interventi sugli edifici esistenti e possibilità di cumulare le agevolazioni con quelle previste dalle Zone Logistiche Semplificate e dagli aiuti a finalità regionale. Un insieme di misure pensato per rendere più semplice l’avvio di nuovi progetti e per accompagnare gli operatori lungo le diverse fasi di trasformazione degli immobili.
Gli usi temporanei rappresentano uno degli strumenti più utili per riattivare gli spazi anche nelle fasi intermedie dei processi di recupero. Consentono infatti di sperimentare nuove funzioni senza attendere necessariamente la conclusione di interventi più complessi, facilitando l’insediamento di piccole imprese, startup, realtà innovative e operatori alla ricerca di spazi accessibili e flessibili. In questo modo la rigenerazione può procedere per passaggi successivi, adattandosi alle caratteristiche dei luoghi e alle esigenze del mercato.
Il programma mantiene comunque alcuni limiti precisi. Nelle aree interessate non saranno ammesse medie e grandi strutture commerciali superiori ai 250 metri quadrati, né attività incompatibili con gli obiettivi di pianificazione territoriale, qualità urbana e sostenibilità ambientale. L’impostazione è quella di favorire interventi coerenti con il contesto, evitando trasformazioni isolate o non in linea con la vocazione dei territori coinvolti.
All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, il vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico e ai Rapporti Porto-Città Alessandro Terrile, il direttore generale del Comune di Genova Pasquale Criscuolo, l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola, l’assessore al Patrimonio Davide Patrone, l’Autorità di Sistema Portuale con Paola Giampietri e Confindustria Genova, rappresentata dal vicepresidente Andrea Carioti. La presenza dei diversi soggetti coinvolti ha confermato l’impostazione del progetto: costruire un percorso di collaborazione tra Comune, sistema portuale, mondo produttivo e proprietari delle aree, così da rendere più efficace l’incontro tra domanda e offerta di spazi.
Accanto alla valorizzazione delle aree private, l’Amministrazione ha aperto anche una seconda prospettiva legata al patrimonio pubblico. In questo senso, il lavoro con l’Agenzia del Demanio e con gli altri enti pubblici cittadini potrà contribuire a mettere in relazione immobili disponibili, esigenze del territorio e strategie di riuso, rafforzando il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali.
Con questo programma Genova mette a disposizione degli investitori un primo perimetro di intervento concreto, costruito su aree già individuate e su strumenti pensati per favorirne la trasformazione. La rigenerazione urbana diventa così non solo un’azione di recupero edilizio, ma anche un’occasione per rafforzare la competitività del territorio, attrarre nuove attività e accompagnare l’evoluzione economica della città senza disperdere il valore del patrimonio esistente.



