Economia del mare, una risorsa strategica per l’Italia
Il mare rappresenta una componente fondamentale dell’economia italiana e un elemento sempre più importante per la competitività del Paese. Attraverso le rotte marittime viaggiano le esportazioni delle imprese, le merci, gli approvvigionamenti energetici e una parte significativa dei flussi turistici. Per questo motivo, porti, logistica e shipping costituiscono una vera e propria leva di sviluppo per il sistema produttivo.
Secondo i dati del XIII Rapporto Nazionale sull’Economia del Mare 2025, nel 2025 la filiera ha contato 232.841 imprese e generato un valore aggiunto diretto di 76,6 miliardi di euro. Considerando l’indotto e gli effetti indiretti attivati sull’intera catena produttiva, l’impatto complessivo della Blue Economy in Italia ha raggiunto i 216,7 miliardi di euro, arrivando a rappresentare l’11,3% del PIL nazionale. L’Economia del Mare si conferma così un potente volano economico, capace di un elevato effetto moltiplicatore sulle altre filiere industriali e dei servizi.
Si tratta di una filiera molto ampia, che comprende numerosi settori: dalla pesca alle attività estrattive, dalla cantieristica navale ai trasporti, dalla logistica ai servizi collegati alle attività marittime. Un comparto che ha anche un forte impatto sul mercato del lavoro, con oltre 1,1 milioni di persone impiegate complessivamente.
In questo panorama, la Liguria conferma il suo primato nazionale per vocazione marittima: con il 13,8% delle sue imprese riconducibili all'economia blu, è la prima regione d'Italia per incidenza del settore sul proprio tessuto produttivo. Grazie al sistema portuale di Genova, La Spezia e Savona-Vado tra i principali gateway logistici dell'Europa meridionale, la regione funge da cerniera strategica tra i mercati internazionali e il cuore industriale del continente. In Liguria, la convergenza tra cantieristica di eccellenza, shipping, logistica d'avanguardia, ricerca marina e accoglienza turistica trasforma il mare da semplice risorsa geografica a vero e proprio motore industriale, capace di guidare l'innovazione tecnologica, la transizione green e la crescita occupazionale del territorio.
A cura di Rebeca Burgos
