Genova guarda al futuro della logistica: infrastrutture, ZLS e rigenerazione al centro dell’80ª assemblea Spediporto

29/04/2026

Il 27 aprile 2026, la Sala delle Grida del Palazzo della Borsa Valori di Genova ha ospitato l’80ª assemblea pubblica di Spediporto, associazione delle imprese di trasporto, spedizione e logistica operanti nel Porto di Genova, un traguardo significativo celebrato affrontando temi chiave per i contesti economici mondiale, europeo, italiano e ligure, alla presenza della Sindaca Silvia Salis. Nel corso dell’evento, è stata presentata la Relazione morale del Consiglio Direttivo, che ha descritto una fase complessa del commercio globale non segnata da assenza di scambi ma da una crescente frammentazione della cornice politica: secondo il Rapporto ICE 2024-2025, il 2025 ha registrato una contrazione dello 0,2% del volume del commercio mondiale di merci, in un contesto meno trasparente e più conflittuale, valutazione condivisa da Banca Mondiale, Nazioni Unite e Fedespedi sulla base del World Economic Outlook di gennaio 2026. Tra i principali “colli di bottiglia” emerge la crisi energetica, che impatta su costi industriali, prezzi al consumo, noli, tassi d’interesse, costo del debito estero e fiducia degli investitori; una nuova economia della tensione alimentata da più linee di frattura – guerra russo-ucraina, crisi israelo-palestinese, confronto USA-Cina, ritorno del protezionismo, competizione su terre rare, semiconduttori e tecnologie critiche, crescente militarizzazione delle infrastrutture – rende oggi centrale non solo l’“efficienza”, ma l’“affidabilità”. Sul piano europeo, pur restando una grande area industriale e commerciale, si evidenziano vulnerabilità quali dipendenza energetica, ritardi tecnologici, insufficienti investimenti infrastrutturali, crescita debole, frammentazione del mercato interno e lentezza decisionale; in questo scenario l’Italia si colloca come fanalino di coda, con crescita reale stimata dal FMI allo 0,5% nel 2026 e 2027 e allo 0,8% nel 2028, inferiore alla media dell’Eurozona e del G7 e gravata da un rapporto debito/PIL superiore a quello della Grecia nel 2026, pur mantenendo prospettive di recupero grazie a manifattura Made in Italy, Blue Economy e logistica, asset strategici per la crescita del PIL. La Liguria mostra segnali di tenuta e crescita in un quadro ancora fragile e selettivo, legato ai flussi di approvvigionamento ma in rafforzamento competitivo; Insieme a Genova, risulta competitiva non solo per il porto ma quando questo si integra con manifattura, logistica, servizi, energia e capitale umano, includendo il ruolo strategico dell’aeroporto, chiamato a sviluppare l’integrazione dei servizi cargo dopo i recenti risultati positivi. La competitività portuale si misura ormai nella capacità di servire la merce più che la nave, garantendo tempi certi, efficienza e affidabilità della filiera, servizi a valore aggiunto, spazi adeguati e connessioni ferroviarie e stradali competitive: in questo quadro, opere come Gronda e Terzo Valico sono considerate imprescindibili. Il Libro bianco sulle priorità infrastrutturali della Liguria 2025 delinea una gerarchia chiara delle priorità per Genova e per il Paese, proponendo di trasformare l’isolamento infrastrutturale in vantaggio competitivo e ribadendo la necessità di leggere Genova come piattaforma complessa connessa a un’ampia area di generazione del valore, anche attraverso il rinnovo del Protocollo sulla Logistica del Nord-Ovest; porto, retroporto, semplificazione doganale, ZLS, Zona Franca Doganale e connessioni viarie e ferroviarie devono integrarsi in un piano esecutivo pluriennale che faccia di Genova una leva di ricomposizione industriale per il Nord-Ovest. A livello regionale e cittadino, la Zona Logistica Semplificata è stata indicata come chiave di sviluppo per porto e aeroporto: il presidente di Spediporto Andrea Giachero ha che ha sottolineato che rafforzare la centralità della Liguria e di Genova vuol dire completare le infrastrutture di connessione, definire un progetto industriale condiviso che unisca visione strategica, potenziamento energetico e infrastrutturale, crescita del lavoro e inclusione sociale, recuperare le aree industriali nella ZLS ed intraprendere azioni di marketing territoriale internazionale, anche in vista della CISCE 2026 di Pechino, dove la Liguria sarà Guest of Honor sui temi di logistica e innovazione, accompagnando tali iniziative con programmi di formazione di qualità per i giovani. La ZLS è stata approfondita anche da Maurizio Conti, professore ordinario di Economia Politica dell'Università degli Studi di Genova, che ha evidenziato i punti di forza di Genova – porto rilevante, istituzioni funzionanti, capitale umano elevato – mentre la Sindaca di Genova Silvia Salis ha annunciato una delibera strategica per la rigenerazione urbana e il recupero di circa trenta aree dell’ex sistema industriale ed abitativo, dismesse o sottoutilizzate tra ponente cittadino (Prà e Sestri) e le valli di Bisagno e Polcevera, considerate risorse strategiche per una rigenerazione urbana a consumo di suolo zero, in linea con gli indirizzi europei e utile ad aumentare gli investimenti rispondendo alla carenza di spazi. L’intervento prevede demolizione di edifici obsoleti e trasformazione sostenibile, anche alla luce del calo demografico e della presenza di insediamenti privi di funzione, con destinazioni d’uso diversificate e collaborazione pubblico-privato, dallo stoccaggio al trattamento delle materie, con attenzione alle ricadute occupazionali; tra gli strumenti attivabili figurano ZLS, incentivi alla rigenerazione urbana, Legge Regionale 23/2018 e modifiche temporanee alle destinazioni d’uso del PUC per aumentare flessibilità e ridurre i tempi. La Sindaca ha inoltre citato il progetto di realizzazione di una scuola delle professioni del mare e della Blue Economy, per favorire occupazione e formazione, e la necessità di sostenere le imprese energivore puntando su energia solare ed eolica, affrontando il tema degli extracosti che riguardano tutti i settori. Il Presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha ribadito il cambio di paradigma verso una logica centrata su merce e cliente finale, sottolineando il posizionamento competitivo dell’export italiano e l’importanza dei dry port oltre Appennino, come in Piemonte, con focus su gestione della merce, infrastrutture e integrazione dei sistemi.

Si evidenzia come Genova debba avere il coraggio del proprio destino per affermarsi come capitale del Mediterraneo e dell’Europa del Sud.

A cura di Irene Bellotto, Arianna Morello e Emanuele Spinetta.

Ultimo aggiornamento 29/04/2026
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