Genova capofila nel dibattito su Intelligenza Artificiale e amministrazione trasparente
Genova si conferma ancora una volta all’avanguardia nel campo dell’innovazione legata all’Intelligenza Artificiale. Questa primavera la città ospiterà infatti il primo coordinamento nazionale dedicato al rapporto tra Intelligenza Artificiale e difesa civica. Un’iniziativa di rilievo che colloca il capoluogo ligure al centro di un tema cruciale per il futuro delle istituzioni, candidandolo a diventare punto di riferimento per l’utilizzo corretto e responsabile degli algoritmi nella pubblica amministrazione.
Durante la "Giornata della Trasparenza", appuntamento annuale obbligatorio per le Pubbliche Amministrazioni italiane, finalizzato a promuovere la cultura della legalità, l'integrità e l'accessibilità totale delle informazioni, il Consiglio Regionale della Regione Liguria ha aperto il dibattito sulle frontiere dell’innovazione amministrativa. A disegnare questa nuova fase dell’amministrazione trasparente dinanzi al Consiglio è stato il presidente dell’assemblea legislativa, Stefano Balleari, che ha sottolinea come l’evoluzione tecnologica imponga anche un aggiornamento dei paradigmi di controllo: la trasparenza oggi è chiamata a confrontarsi con le nuove tecnologie e con l’uso dell’Intelligenza artificiale.
Dal dibattito è emersa con chiarezza la necessità di definire una gerarchia tra individuo e tecnologia. Se da un lato l’Intelligenza Artificiale rappresenta un valido strumento di supporto per la pubblica amministrazione, dall’altro le decisioni restano prerogativa dell’essere umano, che ne mantiene la piena responsabilità. Un principio quindi che coinvolge aspetti pratici, organizzativi ed etici.
Il coordinamento si riunirà tra marzo e aprile, in stretto collegamento con la Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative, con l’obiettivo di strutturare un percorso condiviso e coinvolgere le diverse realtà regionali in una strategia comune.
Gli esperti hanno infine ricordato che, allo stato attuale, l’Intelligenza Artificiale opera attraverso processi di classificazione e comparazione dei dati, senza disporre di una capacità autonoma di discernimento tra vero e falso. Un limite tecnico questo che rafforza l’esigenza di un presidio umano qualificato, ruolo che il nuovo coordinamento nazionale intende tutelare e valorizzare.
Genova punta così ad orientare il dibattito non solo sullo sviluppo tecnologico, ma soprattutto sulla centralità della persona, sulla tutela dei diritti individuali e sulla garanzia di un’amministrazione pubblica corretta e trasparente.
A cura di Anxhela Tota
