Genova come modello ambientale: prima città italiana a inserire la depavimentazione nel PUC
Il tema del surriscaldamento urbano rappresenta oggi una delle principali sfide ambientali per le città italiane. In questo contesto, Genova si afferma come apripista a livello nazionale introducendo per la prima volta la depavimentazione – o depaving – all’interno del proprio Piano Urbanistico Comunale (PUC).
La depavimentazione consiste nella rimozione di superfici impermeabili, come cemento e asfalto, con l’obiettivo di restituire spazio al suolo naturale, migliorare l’assorbimento delle acque piovane, incrementare il verde urbano e ridurre l’effetto isola di calore. Con questa scelta innovativa, Genova riconosce il suolo e il verde come elementi prioritari della pianificazione urbana, promuovendo soluzioni naturali e permeabili capaci di contribuire alla riduzione delle emissioni di CO₂ e di aumentare la resilienza ai cambiamenti climatici.
Il primo intervento concreto interesserà Cornigliano, quartiere simbolo del passato industriale cittadino e tra quelli che maggiormente hanno subito l’impatto ambientale. Qui verrà avviata la rimozione del cemento dal piazzale antistante Villa Bombrini, con l’obiettivo di realizzare un nuovo parco urbano di oltre 13 ettari attraverso un importante processo di rinaturalizzazione e permeabilizzazione dei suoli. L’intervento è reso possibile grazie a un finanziamento della Regione Liguria, in sinergia con la disponibilità di Società per Cornigliano S.p.A.
Parallelamente, il Comune punta a sviluppare un percorso partecipato per individuare le prossime aree di intervento. Nell’ambito del modello della “Città dei 15 minuti”, saranno organizzate passeggiate urbanistiche che coinvolgeranno Municipi e cittadinanza per identificare le aree prioritarie di rigenerazione urbana, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e ridefinire la percezione degli spazi urbani.
Le azioni di depavimentazione si concentreranno in particolare nelle aree ad alta frequentazione e nei centri storici, con attenzione alle fasce più fragili della popolazione. Genova ha inoltre aderito al progetto Biofear, che promuove un’applicazione sistematica del depaving soprattutto negli spazi frequentati dai più giovani, come scuole, asili e aree gioco.
A supporto di questa strategia, sono stati introdotti incentivi economici e sgravi fiscali nei confronti dell’edilizia pubblica e privata per chi svolge interventi di depavimentazione. Gli operatori che investiranno in queste azioni potranno destinare gli oneri di urbanizzazione al depaving, assumendosi al contempo l’impegno di garantire la manutenzione delle nuove aree verdi per i successivi dieci anni.
L’iniziativa si inserisce in un quadro nazionale preoccupante: in Italia il consumo di suolo avanza al ritmo di 2,7 metri quadrati al secondo, con il 7,17% del territorio ormai cementificato, a fronte di una media europea del 4,4%. Numeri che rafforzano l’urgenza di politiche innovative e sostenibili.
In questo scenario, Genova si propone come modello di Smart City a livello europeo, ponendo al centro la tutela dell’ambiente e il benessere delle persone. L’introduzione della depavimentazione nel PUC rappresenta infatti un cambio di paradigma: il suolo non è più considerato una superficie da coprire, ma un ecosistema da proteggere, mentre il verde urbano assume il ruolo di vera e propria infrastruttura sociale e climatica.
Una visione strategica e concreta che punta a trasformare una buona pratica ambientale in una leva strutturale di sviluppo urbano sostenibile, proiettando Genova tra le città più avanzate nel panorama europeo della rigenerazione urbana.
